Il Parlamento iraniano approva una legge che rende reato le interviste ai media israeliani
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Domenica il Parlamento iraniano ha approvato un disegno di legge che rende reato le interviste o le conversazioni con i media considerati ostili, tra cui le testate israeliane e statunitensi e le organizzazioni finanziate da uno dei due Paesi. Il provvedimento, che richiede ancora l'approvazione del Consiglio dei guardiani, prevede per le violazioni da sei mesi a due anni di carcere. Imporrebbe inoltre di informare il ministero dell'Intelligence prima di interviste con altri media stranieri e prevederebbe ulteriori sanzioni per i contatti non autorizzati con ambasciate o organizzazioni straniere. Il voto segue la condanna a 15 anni inflitta la settimana precedente alla fotoreporter Yalda Moaiery per accuse che comprendevano la condivisione con la CNN di fotografie dei danni causati dai raid e la concessione di un'intervista.