Il principale imputato nel caso Yamano Zalka ammette l’accoltellamento, nega l’accusa di omicidio volontario
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Il principale imputato per la morte di Yamano Zalka ha ammesso di avere con sé un coltello e di aver accoltellato il 21enne durante uno scontro alla vigilia del Giorno dell’indipendenza a Petah Tikva, in una risposta al tribunale di cui si è avuta notizia domenica. Il minorenne continua a negare l’accusa di omicidio con indifferenza rispetto all’esito; la sua difesa ha dichiarato al Tribunale distrettuale di Lod che non aveva previsto che l’accoltellamento avrebbe causato la morte. La difesa chiede l’assoluzione da tale accusa e, al massimo, una condanna per omicidio per colpa cosciente. Zalka è stato aggredito dopo aver chiesto a dei giovani di smettere di spruzzare neve artificiale in spray vicino alla pizzeria dove lavorava.
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