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Il CPJ ribadisce la sua definizione di giornalista dopo le polemiche sulla revisione relativa a Gaza

Il consiglio direttivo del Committee to Protect Journalists (CPJ) ha votato per ribadire la sua attuale definizione di giornalista dopo le polemiche sulla revisione completa degli elenchi delle vittime di Gaza e del Libano. La dichiarazione del CPJ del 1º luglio, riportata in Israele il 2 luglio, afferma che l'organizzazione non intendeva escludere in blocco la stampa palestinese o libanese, ma mantiene la regola secondo cui viene rimosso chiunque risulti aver preso parte ai combattimenti o aver incitato a una violenza imminente. La revisione è iniziata dopo che necrologi di Hamas e della Jihad islamica palestinese avevano identificato come combattenti persone conteggiate come giornalisti; il CPJ afferma che otto combattenti di Hamas o della Jihad islamica e altre 12 persone sono già stati rimossi, mentre il resto della revisione è atteso per luglio. La posizione di Israele è essenziale: le tutele umanitarie e quelle per i media non devono diventare una copertura per i terroristi o per la propaganda di Hamas.

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cpj.org12Fonti secondarie:1
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