Zamir: le IDF non cederanno alle provocazioni dopo l’attacco all’incrocio della Giudea
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Il capo di stato maggiore delle IDF, tenente generale Eyal Zamir, ha visitato venerdì il luogo dell’attacco a colpi d’arma da fuoco all’incrocio della Giudea e ha affermato che i soldati avrebbero agito con sangue freddo in una settimana delicata. In una dichiarazione diffusa dopo la valutazione della situazione con alti comandanti, ha detto che l’esercito avrebbe dato la caccia alle persone coinvolte e proseguito le operazioni preventive dove necessario, evitando di lasciarsi trascinare dalle provocazioni. Zamir ha riferito che un’indagine iniziale aveva accertato che i soldati del battaglione Ari avevano impedito un grave attacco contro civili israeliani. Ha detto che l’attacco sarebbe stato esaminato per trarne insegnamenti e che le IDF restavano al massimo livello di prontezza su tutti i fronti.
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