Kariv chiede cambi al vertice della Knesset, limiti ai mandati e un’inchiesta statale
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Gilad Kariv ha chiesto il 30 ottobre un nuovo presidente della Knesset, commissioni parlamentari provvisorie e una serie di modifiche legislative. In un post del mattino ha delineato un programma che comprende limiti ai mandati, una proposta di «legge sull’imputato», l’abrogazione di leggi della riforma giudiziaria e una commissione statale d’inchiesta. Ha condiviso la dichiarazione insieme a una registrazione di osservazioni che, a suo dire, aveva fatto quella mattina in un’intervista televisiva. «Il primo passo comincia alla Knesset», ha scritto Kariv. Il suo elenco inizia con l’elezione di un presidente e l’istituzione di commissioni provvisorie. Chiede poi di approvare quella che ha descritto come la «legge sull’imputato» e una normativa che limiti i mandati, abrogare leggi che ha definito parte della riforma giudiziaria e legiferare per istituire una commissione statale d’inchiesta. Kariv ha sostenuto che Benjamin Netanyahu non deve restare alla guida e ha affermato che la maggior parte degli israeliani riconosce il pericolo del proseguimento del suo governo. Il post non indicava un candidato alla presidenza della Knesset né presentava testi di legge, i limiti di mandato proposti, un mandato per l’inchiesta o un calendario delle votazioni. In una dichiarazione separata della stessa mattina, Yair Golan ha esortato a sostituire il governo e si è opposto all’esclusione dei voti dei cittadini a causa della loro origine o dei loro nomi. Golan ha presentato l’inclusione di quei voti come necessaria per difendere la democrazia. Il suo post non si presentava come una risposta alle proposte parlamentari di Kariv.
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