Un’autorità svizzera giudica discriminatorio il commento olimpico su un bobbista israeliano
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L’Autorità indipendente di ricorso in materia radiotelevisiva della Svizzera ha annunciato venerdì di aver accolto quattro ricorsi sul commento della RTS riguardante il bobbista israeliano Adam Edelman ai Giochi olimpici invernali di Milano Cortina. L’autorità, composta da nove membri, ha deciso con 5 voti contro 4 durante le deliberazioni pubbliche del 29 ottobre, stabilendo che la trasmissione aveva violato il divieto di discriminazione. I ricorsi riguardavano la seconda manche della squadra israeliana nella gara maschile di bob a due del 16 febbraio. Secondo l’autorità, il commentatore ha discusso le dichiarazioni politiche di Edelman sui social media e messo in dubbio la sua partecipazione ai Giochi mentre la squadra scendeva lungo la pista. Il risultato della squadra, 26ª e ultima in quella manche, è stato annunciato soltanto alla fine. I ricorrenti hanno contestato che solo Israele non avesse ricevuto un commento sportivo e che fosse stato omesso il percorso sportivo di Edelman. La maggioranza ha ritenuto che il commento, apparentemente preparato in anticipo, suggerisse di escludere Edelman dalle Olimpiadi per le sue opinioni politiche. L’autorità ha affermato che ciò trasmetteva un «messaggio stigmatizzante e quindi discriminatorio» rispetto agli altri 25 concorrenti. Ha concluso che la disparità di trattamento violava il divieto di discriminazione. L’autorità, una commissione federale indipendente che esamina i contenuti delle trasmissioni svizzere, ha dichiarato che la motivazione scritta doveva ancora essere redatta e sarebbe stata pubblicata a tempo debito sul suo sito. Ha precisato che la formulazione dell’annuncio potrebbe differire dalla motivazione, che da sola fa fede per la sua giurisprudenza. Le sue decisioni possono essere impugnate davanti al Tribunale federale svizzero.
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