L’Iran definisce ostile l’MI6 e designa la Marina e l’Aeronautica britanniche come organizzazioni terroristiche
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Il ministero degli Esteri iraniano ha pubblicato domenica una dichiarazione che definisce il servizio britannico di intelligence estera, l’MI6, un’entità ostile e designa la Royal Navy e la Royal Air Force come organizzazioni terroristiche. Il documento indica il 31 ottobre come data di entrata in vigore delle misure, sebbene il ministero lo abbia pubblicato il 1 novembre. Il ministero ha affermato che le misure seguono una decisione del Consiglio supremo di sicurezza nazionale. Ha assoggettato l’MI6 a una legge iraniana sullo spionaggio e sulla cooperazione con Israele e con i Paesi che agiscono contro la sicurezza nazionale o gli interessi dell’Iran, precisando che si applicheranno le relative misure legali e giudiziarie. Ha designato le due forze armate ai sensi della legislazione iraniana sulle azioni reciproche relativa alla designazione statunitense del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica come organizzazione terroristica. Teheran ha presentato le iniziative come una ritorsione per le azioni britanniche contro i Pasdaran. Ha sostenuto che la Gran Bretagna aveva aiutato la campagna militare statunitense-israeliana tramite strutture militari e supporto logistico. Queste affermazioni rappresentavano la versione del ministero iraniano. «La responsabilità delle conseguenze ricade sul governo britannico», ha dichiarato il ministero. Il comunicato non indicava un calendario per ulteriori colloqui né misure operative specifiche. L’annuncio segue una dichiarazione congiunta del 12 ottobre in cui la Gran Bretagna e ministri degli Esteri alleati hanno riconosciuto l’attribuzione britannica di un coinvolgimento iraniano nell’incidente del 27 settembre alla base RAF Fairford. Hanno condannato gli attacchi e le minacce iraniane nei loro territori, compresa una campagna contro comunità ebraiche, giornalisti iraniani e interessi statunitensi. Gli alleati hanno affermato che l’incidente di Fairford dimostrava la disponibilità dei Pasdaran a condurre attività ostili all’estero attraverso reti clandestine e gruppi che agiscono per loro conto.
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