Un piano riportato dalla stampa prevede gestori privati concorrenti per i terminal di Ben Gurion
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L’Autorità per le imprese statali sta portando avanti una proposta per affidare i terminal 1 e 3 dell’aeroporto Ben Gurion a gestori privati separati, secondo informazioni pubblicate il 31 ottobre. In base alla ripartizione proposta, l’Autorità aeroportuale israeliana si concentrerebbe sulle infrastrutture, mentre concessionari privati si occuperebbero della gestione dei terminal. L’obiettivo è creare concorrenza tra i due terminal. La riforma riportata resta una proposta. Il modello lascerebbe terreni e infrastrutture in mano pubblica e trasformerebbe l’attuale autorità istituita per legge in una società statale proprietaria di tali beni. Un documento attribuito all’Autorità per le imprese statali cita i «bassi livelli di servizio» tra le proprie motivazioni. Critica inoltre la gestione centralizzata, la limitata flessibilità operativa e la rigidità degli accordi di lavoro. La proposta è associata al direttore dell’autorità Roi Kahlon e al responsabile della strategia e dello sviluppo commerciale Asaf Nativ. Secondo quanto riportato, il piano ha iniziato a prendere forma circa un anno fa e ha acquisito slancio dopo la chiusura dell’aeroporto il 20 agosto. Le sue implicazioni finanziarie vanno oltre i terminal: i ricavi di Ben Gurion contribuiscono attualmente a sostenere gli aeroporti Ramon e di Haifa e i valichi terrestri con Egitto e Giordania. I costi preliminari di attuazione sono descritti come decine di milioni di shekel, perché cambierebbero i contratti di lavoro. Il modello riportato prevede anche una vigilanza efficace sui gestori privati; non è stato fornito un calendario di attuazione.
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