L’Autorità fondiaria israeliana rimborsa a un residente di Naan 71.500 shekel di oneri per una stanza protetta
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L’Autorità fondiaria israeliana ha rimborsato circa 71.500 shekel addebitati a un residente del kibbutz Naan per l’aggiunta di una stanza protetta alla sua abitazione, in seguito a un’opposizione amministrativa. Il caso, emerso ora, riguarda lavori eseguiti in regime di esenzione dal permesso di costruire. La data del rimborso non è stata precisata. Il residente aveva ottenuto le autorizzazioni richieste dal Comando del fronte interno e completato le verifiche sui lavori. A luglio, dopo l’approvazione dell’assegnazione dell’abitazione e del contratto di locazione, l’autorità ha emesso una richiesta di pagamento superiore a 214.000 shekel. Comprendeva circa 124.000 shekel di canoni di locazione capitalizzati e 90.000 shekel di oneri per autorizzazione e uso, di cui circa 71.500 relativi all’aggiunta della stanza protetta. L’avvocato Shlomi Sahar, dello studio Gerstein-Sahar & Co., ha contestato quella parte della richiesta. Ha sostenuto che costruire nell’ambito del regime di esenzione non richiedeva il consenso dell’autorità, che quindi non aveva una base giuridica per riscuotere l’onere. L’autorità ha successivamente ritirato la richiesta per la stanza protetta e restituito il pagamento. L’esito è seguito a un’opposizione amministrativa, senza che sia stata riferita una sentenza giudiziaria. Nella sua risposta, l’autorità ha riconosciuto l’opposizione e dichiarato che la questione era stata sottoposta a una valutazione tecnica. Ha affermato che «sono stati stabiliti criteri per i casi in cui si applica l’esenzione dal pagamento». La risposta descriveva i criteri per i casi ammissibili, senza annunciare un’esenzione automatica per ogni aggiunta di una stanza protetta.
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