Il re di Giordania lega la stabilità regionale a una patria palestinese
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Il re di Giordania Abdullah II ha dichiarato il 2 novembre che la sicurezza e la stabilità regionali dipendono dal diritto dei palestinesi a una patria, ribadendo questa posizione nel discorso della Corona all’apertura del Parlamento ad Amman. Ha inaugurato la terza sessione ordinaria del ventesimo Parlamento giordano. Abdullah ha affermato che «non possono esserci sicurezza o stabilità nella nostra regione senza tutelare il diritto del popolo palestinese alla propria patria». Ha inoltre ribadito l’identità araba della Giordania e la sua aspirazione a una voce araba unita. Il discorso ha unito questo messaggio regionale a indicazioni rivolte ai legislatori e al governo giordani. Il re ha descritto il Parlamento come un’istituzione centrale nella vita politica e ha esortato i suoi membri a rappresentare la nazione, tutelare gli interessi pubblici e controllare l’operato del governo. Ha affermato che le opinioni diverse rafforzano l’istituzione quando i legislatori condividono l’interesse nazionale, aggiungendo che i cittadini valutano il loro comportamento e la loro retorica insieme al lavoro legislativo. Abdullah ha inoltre sollecitato il governo ad accelerare i progetti nazionali strategici destinati a rafforzare l’economia e il ruolo regionale della Giordania. Ha definito la sicurezza idrica un pilastro della sovranità nazionale e ha chiesto di proseguire i progetti in questo ambito e i piani preventivi per salvaguardare le risorse per le generazioni future. Lo accompagnava il principe ereditario Hussein; erano presenti la regina Rania, il principe Hashem, alti funzionari e membri del corpo diplomatico arabo e straniero.
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