Gli americani votano per il Congresso, gli aiuti a Israele dividono le sfide chiave per il Senato
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Gli americani hanno iniziato a votare nelle elezioni di metà mandato del 3 novembre per il Congresso, con in gioco il controllo delle camere e posizioni contrapposte sugli aiuti militari a Israele al centro di diverse sfide per il Senato. I repubblicani sono arrivati al giorno delle elezioni controllando la presidenza e entrambe le camere del Congresso. Le divergenze politiche riguardano anche se Washington debba continuare a fornire a Israele armi offensive, armi difensive o nessuna delle due categorie. In Maine, il candidato democratico Troy Jackson, ex presidente del Senato statale, sfida la senatrice repubblicana uscente Susan Collins. Jackson si oppone a ulteriori spedizioni di armi offensive a Israele, mentre Collins sostiene da tempo Israele. Il confronto è tra le sfide per il Senato in cui i candidati divergono sulle condizioni del sostegno americano. Altre sfide presentano scelte diverse. In Texas, il democratico James Talarico sostiene l’assistenza difensiva, ma si oppone alle spedizioni di armi offensive, mentre il repubblicano Ken Paxton sostiene Israele e si oppone al movimento per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni. In Georgia, il senatore democratico uscente Jon Ossoff, che ha votato contro alcune spedizioni di armi a Israele, affronta il repubblicano Mike Collins, favorevole agli aiuti. Queste sono le posizioni politiche dei candidati, non i risultati elettorali. Le operazioni di voto proseguono secondo il calendario elettorale di ciascuno Stato. La commissione elettorale della Carolina del Nord indica che i seggi sono aperti dalle 6:30 del mattino alle 7:30 di sera e che gli elettori in coda alla chiusura possono ancora votare. Il suo calendario elettorale ufficiale indica il 3 novembre come data delle elezioni generali del 2026.

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