Lapid difende il dialogo con gli americani disposti a confrontarsi con Israele
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Yair Lapid ha difeso il 5 novembre il dialogo con gli americani disposti a confrontarsi con Israele, rispondendo alle critiche di Dan Senor su uno scambio tra Lapid e Brad Lander. Lapid ha affermato che alcuni americani vogliono ricucire i rapporti tra i due Paesi, mentre altri continueranno a perseguire un’agenda ostile a Israele indipendentemente dai cambiamenti nel Paese. Lapid ha sostenuto che chi è determinato a opporsi a Israele non si lascerà convincere dai cambiamenti al suo interno. Ha distinto queste persone dal pubblico che intende raggiungere, dichiarando: «Mi interessano coloro che sono disposti ad ascoltare e a dialogare». La sua risposta era rivolta direttamente a Senor. Senor aveva descritto l’approccio di Lapid come un tentativo in buona fede, sostenendo però che i leader israeliani non comprendessero le aspirazioni dei progressisti americani emergenti. Lander, rispondendo a Lapid, aveva affermato che gli elettori americani vogliono il rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani, anziché un giro di conferenze. In un messaggio in ebraico del 4 novembre, Lapid aveva auspicato la collaborazione con entrambi i partiti politici americani. Aveva proposto che rappresentanti del prossimo governo israeliano visitassero sia la Casa Bianca sia il Congresso, ascoltando gli interlocutori oltre a spiegare la posizione di Israele. Aveva inoltre chiesto di estendere i contatti oltre Washington a governatori, rappresentanti locali, comunità ebraiche, leader ispanici, chiese afroamericane ed evangelici più giovani.


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