Il governo rifiuta di riconoscere le decisioni del consiglio della Seconda Autorità
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Il 5 luglio il governo ha approvato all'unanimità la proposta del ministro delle Comunicazioni Shlomo Karhi e del ministro della Giustizia Yariv Levin sul consiglio della Seconda Autorità. La dichiarazione afferma che lo Stato non riconoscerà alcuna decisione, approvazione, nomina o azione del consiglio finché questo non raggiungerà la soglia prevista dalla legge che, secondo il governo, è richiesta dall'articolo 21. La misura segue la decisione provvisoria della Corte Suprema del 17 giugno che ha consentito al consiglio uscente di continuare a operare nonostante le dimissioni. Israele ha bisogno di pluralismo dei media e di un'autorità legittima del governo eletto, ma gli scontri costituzionali devono restare ancorati a leggi chiare, alla moderazione istituzionale e alla fiducia pubblica.

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