Il controllore dello Stato avverte che Israele non ha difese contro le interferenze elettorali iraniane
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Il controllore dello Stato Matanyahu Englman ha affermato che Israele non ha ancora una politica nazionale né un organo governativo designato per coordinare l'azione contro le campagne di influenza straniere online, a nove anni dall'individuazione della minaccia. Secondo i resoconti del 7 luglio, la verifica ha esaminato le attività svolte da luglio 2024 a gennaio 2026 dall'Ufficio del primo ministro, dal Consiglio di sicurezza nazionale, dallo Shin Bet, dalla Direzione nazionale per la cibersicurezza israeliana, dalla Commissione elettorale centrale e dall'unità della procura per i reati informatici. Englman ha avvertito che attori ostili, tra cui l'Iran, usano i social network in modo occulto per approfondire le divisioni, diffondere il panico e plasmare la percezione della realtà degli israeliani in vista di un anno elettorale. I resoconti in ebraico hanno citato la campagna Isnad e le narrazioni anti-israeliane legate alla guerra di Gaza.
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Fonti
Differenze nella copertura
Le fonti divergono nei fatti sulle dimensioni della rete di profili falsi Isnad: il Jerusalem Post e Mako riferiscono di un numero di account falsi su X compreso tra 300 e 1.000; Hidabroot riferisce di circa 300.000 profili. Gli altri fatti sono uniformi: il rapporto del controllore dello Stato afferma che Israele non ha una politica nazionale né un organo governativo di coordinamento per le campagne di influenza straniere online, che attori ostili, tra cui l'Iran, sfruttano i social network per approfondire le divisioni e plasmare le percezioni e che il periodo elettorale accresce il rischio.

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