La procuratrice generale avverte che il congelamento per i renitenti alla leva voluto dalla coalizione è un'esenzione settoriale
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Domenica mattina, 12 luglio, l'ufficio della procuratrice generale ha comunicato alla commissione Esteri e Difesa della Knesset che il congelamento dei procedimenti penali e dei mandati d'arresto contro i renitenti alla leva haredi proposto dalla coalizione resta incostituzionale e concede di fatto un'esenzione settoriale dal servizio di sicurezza priva di garanzie di bilanciamento. Il parere, presentato mentre il presidente Boaz Bismuth si prepara a portare il disegno di legge alla seconda e alla terza lettura prima dello scioglimento della Knesset il 17 luglio, sostiene che il meccanismo si allontana dai principi essenziali della leva e aggrava la disuguaglianza a cui la Corte Suprema ha più volte ordinato allo Stato di porre rimedio. Il vice procuratore generale Gil Limon ha previsto che l'Alta Corte annullerà la norma. Il disegno di legge sospenderebbe l'applicazione delle norme per cinque mesi, sostituendo il precedente periodo di 90 giorni, e costituisce uno dei pilastri dell'offensiva legislativa della coalizione prima dello scioglimento, insieme alla Legge fondamentale: lo studio della Torah e a una legge più circoscritta sul procuratore generale.

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