Il dollaro raggiunge circa 3,16 shekel mentre la valuta israeliana si indebolisce ancora
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Il dollaro era scambiato a circa 3,16 shekel il 3 novembre, mentre la valuta israeliana si indeboliva ulteriormente, raggiungendo il livello più basso riportato rispetto alla moneta statunitense dalla fine di marzo. L’euro era scambiato a circa 3,54 shekel. Il rialzo del dollaro ha prolungato l’inversione di tendenza dal minimo intragiornaliero di circa 3,02 shekel toccato il 27 ottobre, giorno delle elezioni israeliane. Il dollaro guadagnava circa lo 0,6% nella seduta. Il suo avanzamento dal minimo del giorno delle elezioni ammontava a circa il 4,5%. Yossi Menashe, fondatore e coamministratore delegato di Altshuler Shaham Financial Services, ha richiamato le differenze nei tassi d’interesse e l’incertezza sulle prospettive politiche ed economiche. Ha detto che alcuni investitori avevano assunto posizioni a breve termine favorevoli al dollaro. Modi Shafrir, capo stratega dei mercati finanziari di Bank Hapoalim, ha collegato il movimento valutario al precedente calo del Nasdaq, all’incertezza sulla formazione di un governo israeliano o sul ricorso a nuove elezioni e all’incertezza geopolitica. Eitan Kleiman, socio dirigente di Long Road, ha citato a sua volta l’incertezza politica e sul fronte della sicurezza, insieme ai ribassi sui mercati statunitensi. Queste erano le spiegazioni degli analisti per il movimento. La variazione del cambio ha implicazioni diverse per importatori ed esportatori. Menashe ha avvertito: «In definitiva, un dollaro forte significa maggiore inflazione importata». Kleiman ha detto che gli esportatori che incassano dollari e pagano parte delle spese in shekel possono beneficiare del rafforzamento della valuta statunitense.

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