Golan chiede di rinnovare i rapporti con entrambi i partiti statunitensi, legandoli alla politica regionale
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Yair Golan ha chiesto il 5 novembre che Israele riprenda il dialogo sia con i repubblicani sia con i democratici negli Stati Uniti, affermando che per ristabilire il rapporto con l’America occorre anche affrontare la politica regionale. Ha accusato Benjamin Netanyahu di aver danneggiato l’approccio bipartisan e ha detto che ricostruire il partenariato sarà un compito immediato dopo la sostituzione del governo. «Dobbiamo tornare a parlare con gli americani, con tutti gli americani», ha dichiarato Golan in un comunicato in ebraico. Ha descritto il dialogo con entrambi i partiti come un fondamento della politica israeliana, sostenendo però che riprendere le conversazioni, da solo, non basterà. A suo giudizio, occorre occuparsi anche del contenuto delle politiche di Israele e dei valori condivisi alla base del partenariato. Golan ha elencato diversi argomenti per queste discussioni: i 15 punti di Mladenov per Gaza, i 20 punti del presidente Trump, il corridoio IMEC e la partecipazione di Israele al progetto, nonché il futuro delle zone di sicurezza israeliane in Libano e Siria. Ha sollevato anche i temi della violenza e della governance in Giudea e Samaria. Ha presentato questi argomenti come un’agenda da affrontare, senza annunciare accordi o misure completate. Golan ha affermato che il partenariato americano poggia su interessi e valori comuni e che Israele non ha alternative a un alleato così potente. Ricordando la propria esperienza come vicecapo di stato maggiore delle IDF, ha descritto la diplomazia militare con gli omologhi americani come particolarmente cordiale. Ha spiegato che la fotografia allegata alla dichiarazione mostrava un briefing durante un’esercitazione nel sud di Israele nel 2016. Il suo impegno a ricostruire i rapporti era legato alla sostituzione del governo; non ha indicato un calendario per un incontro diplomatico.


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