Hulata avverte: attacchi limitati potrebbero lasciare intatta la minaccia nucleare iraniana
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L’ex capo del Consiglio di sicurezza nazionale Eyal Hulata ha avvertito, in dichiarazioni pubblicate domenica, che un attacco limitato contro l’Iran potrebbe lasciare Israele in una posizione strategica peggiore se non risolvesse la minaccia nucleare centrale. Ha affermato che un’operazione va misurata in base al suo esito e alla sua capacità di migliorare la sicurezza di Israele. «La domanda non è se sia preferibile un attacco o un accordo», ha detto Hulata. Ha sostenuto che attacchi ripetuti che non distruggessero il sito noto come Pickaxe Mountain potrebbero incoraggiare l’Iran a rafforzarvisi e a completare i propri lavori. A suo giudizio, i leader iraniani potrebbero anche concludere che acquisire un’arma nucleare li proteggerebbe da ulteriori attacchi e tentativi di rovesciare il loro regime. Hulata ha distinto le considerazioni di Israele da quelle degli Stati Uniti. Ha valutato che il presidente Donald Trump fosse più lontano dalla decisione di attaccare, soprattutto dopo i risultati delle elezioni americane di metà mandato, perché un’azione militare non risolverebbe necessariamente il problema. Ha descritto Trump come un importante sostenitore del primo ministro Benjamin Netanyahu, suggerendo però che alcune persone vicine al presidente considerassero sempre più tale sostegno politicamente costoso. Ha indicato il vicepresidente JD Vance come una figura probabilmente di spicco tra queste voci, presentando questa lettura come una propria valutazione di Washington. Hulata ha inoltre sottolineato i limiti delle conoscenze di intelligence, richiamando i suoi anni nel Mossad e precedenti fallimenti dei servizi. Il suo avvertimento univa la preoccupazione per le possibili intenzioni dell’Iran alla cautela rispetto all’ipotesi che un attacco elimini il pericolo.


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