L’Autorità fiscale raccomanda una tassa sulle partenze aeree con un gettito previsto di 1,1 miliardi di NIS l’anno
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La divisione Pianificazione ed Economia dell’Autorità fiscale ha raccomandato una tassa sui voli in partenza dagli aeroporti israeliani, con importi basati sul peso dell’aeromobile e sulla distanza del volo. Un documento di indirizzo di cui è stata data notizia l’8 novembre stima un gettito annuo di 1,1 miliardi di NIS, a prezzi del 2025. La raccomandazione precede le discussioni sul prossimo bilancio statale. Il prelievo proposto andrebbe da circa 1.300 NIS per un volo interno operato con un aeromobile fino a 50 tonnellate a circa 100.000 NIS per un volo a lungo raggio con un velivolo di oltre 300 tonnellate. Le stime indicano un aumento dei prezzi dei biglietti del 4–5%. Il costo aggiuntivo stimato per passeggero è di 12 NIS sulle rotte interne, 58 NIS su quelle a medio raggio, soprattutto verso l’Europa, e 274 NIS su quelle a lungo raggio, comprese le destinazioni negli Stati Uniti e in Estremo Oriente. La divisione motiva la proposta con l’esigenza di tenere conto delle emissioni di gas serra, dell’inquinamento atmosferico locale e del rumore degli aerei, insieme ai relativi costi per infrastrutture e salute. Preferisce il modello basato su peso e distanza per la sua semplicità operativa e per la certezza che darebbe alle compagnie aeree sui loro obblighi fiscali. Il rapporto osserva che i voli internazionali sono attualmente soggetti ad aliquota IVA zero e che il carburante per l’aviazione è esente da accisa. Cita inoltre tasse aeree comparabili in Gran Bretagna, Francia e Germania. Il documento descritto è una raccomandazione per il dibattito sul bilancio; non istituisce un prelievo approvato né una data di applicazione.

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