Israele fissa una soglia coordinata con gli Stati Uniti per qualsiasi nuova campagna contro l'Iran
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I vertici della sicurezza e della politica israeliana stanno convergendo su una soglia che esclude la partecipazione a un round limitato contro l'Iran, privilegiando soltanto un'ampia operazione coordinata con gli Stati Uniti. I funzionari hanno affermato che l'attuale scambio di attacchi tra Stati Uniti e Iran serve gli interessi israeliani indebolendo Teheran, e che Israele non ha alcun interesse immediato a entrarvi. L'IDF resta in stato di elevata prontezza, mantiene uno stretto coordinamento con gli Stati Uniti e ha preparato opzioni operative nel caso in cui Washington chieda la partecipazione di Israele o l'Iran attacchi Israele. Funzionari israeliani hanno affermato che un eventuale ingresso prenderebbe di mira obiettivi di alto valore preparati in anticipo, anziché limitarsi a uno scambio circoscritto senza effetti decisivi. Alla conferenza Katif del 21 luglio, il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich ha dichiarato: «Al momento, Israele non ha interesse a partecipare alla campagna». Ha sostenuto che la pressione economica fosse attualmente il modo migliore per indebolire il regime iraniano, mentre Israele restava pronto a rispondere con forza in caso di attacco. Un resoconto del 21 luglio ha indicato l’individuazione di una minaccia iraniana imminente come un altro possibile motivo di intervento israeliano, precisando che nessuno degli scenari elencati si era verificato. Altri servizi descrivevano funzionari intenti a seguire da vicino gli sforzi di mediazione regionali, mentre un alto funzionario definiva la situazione fluida.

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