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Trump afferma che restano uno o due siti iraniani e mette in dubbio l’affidabilità di Teheran

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che in Iran restano uno o due siti di cui occuparsi e che Washington ha già un piano, mettendo al contempo in dubbio che ci si possa fidare di Teheran nel rispetto di un accordo. Rispondendo alle domande durante un evento di Halloween nella sua residenza di Mar-a-Lago, in Florida, ha detto che l’Iran vuole un accordo e ha ribadito che non gli sarà consentito dotarsi di armi nucleari. Trump ha inizialmente descritto i negoziati in termini positivi, per poi sostenere che l’Iran non rispetta gli accordi. «Concludono un accordo e poi si tirano indietro», ha detto Trump. Ha affermato che gli Stati Uniti non hanno fretta. Ha attribuito questa posizione a quella che ha descritto come la distruzione della marina, dell’aeronautica, delle difese aeree, delle capacità produttive e del programma nucleare dell’Iran. Trump ha sostenuto che i siti restanti potrebbero essere affrontati in dieci minuti. Nello scambio riportato non ha identificato quei siti né annunciato una data per un intervento. Le dichiarazioni hanno fatto seguito ai suoi commenti del 30 ottobre nello Studio Ovale durante un incontro con Stephen Hubbard. In quel precedente scambio, Trump aveva detto che erano in corso colloqui e che l’Iran voleva dialogare, continuando però a sostenere che Washington aveva tempo. Aveva anche affermato che l’Iran faticava a pagare soldati e poliziotti. Entrambi gli scambi presentavano la sua valutazione della posizione iraniana e della campagna militare, anziché una verifica indipendente di tali affermazioni.

Fonti

Donald Trump, transcript archived by Roll Call Factba.seLingua della fonte: ingleseOrientamento della testata: CentroSi apre in una nuova scheda.Fonti secondarie:1
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