Fogelman avverte: il carico della Corte Suprema ritarda la giustizia per le parti
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L’ex presidente ad interim della Corte Suprema Uzi Fogelman ha avvertito che il pesante carico di lavoro della corte prolunga i procedimenti per i comuni cittadini coinvolti nelle cause. Un resoconto appena pubblicato sull’organico e sul numero dei casi indica 11 giudici in servizio rispetto ai 15 posti autorizzati, con quattro seggi vacanti. «Alla fine, i ritardi della giustizia possono trasformarsi in un’ingiustizia», ha detto Fogelman. Ha descritto le conseguenze per chi attende decisioni in controversie familiari, questioni aziendali, cause contrattuali e procedimenti per negligenza medica. Il resoconto indica una durata media delle cause civili di 18,4 mesi nei dati del 2026, rispetto ai 14,4 mesi del 2023. Descrive inoltre giugno 2028 come il periodo attualmente assegnato per l’udienza di una normale causa civile presentata oggi. I dati sul carico di lavoro mostrano un aumento dei procedimenti aperti da un livello storico di circa 10.000 a circa 14.000. I tempi di trattazione presso l’Alta Corte di giustizia sono saliti da 3,6 mesi nel 2023 a 6,6 mesi nei dati citati del 2026. Attualmente è in servizio un solo cancelliere con funzioni giudiziarie, che gestisce le istanze procedurali preliminari e le questioni relative a spese e garanzie. Le vacanze sono seguite al pensionamento di Esther Hayut, Anat Baron, Fogelman e Yosef Elron. I disaccordi tra il ministro della Giustizia Yariv Levin e i vertici della Corte Suprema hanno lasciato irrisolte le nomine. Tra i candidati preferiti da Levin figurano Rafi Bitton e Aviad Bakshi, ai quali i giudici si sono opposti. Il resoconto descrive anche due progetti pilota procedurali introdotti nel 2025–2026 che hanno abbreviato i procedimenti aumentando però il carico di lavoro dei giudici.

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