Trump avrebbe chiesto a Netanyahu di far avanzare il piano per Gaza dopo le elezioni
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Il presidente Donald Trump avrebbe chiesto al primo ministro Benjamin Netanyahu, durante una telefonata giovedì, di adottare misure per far avanzare il piano per Gaza dopo le elezioni israeliane del 27 ottobre. Due fonti a conoscenza della conversazione hanno descritto la richiesta in un resoconto diffuso domenica sera, affermando che Trump vuole progressi indipendentemente da quale governo israeliano verrà formato. Un funzionario statunitense non identificato ha affermato che l’attuazione procederà gradualmente, con una verifica completa della smilitarizzazione di Gaza. La ricostruzione non inizierà prima di progressi nel disarmo di Hamas. «Vogliamo procedere in modo cooperativo», ha detto il funzionario. Il piano prevede il disarmo di Hamas e il trasferimento dell’amministrazione civile a un governo tecnocratico palestinese. Netanyahu resta scettico sul rispetto degli impegni di disarmo di Hamas e sostiene che l’organizzazione terroristica si stia riarmando e ricostituendo le proprie forze, secondo il resoconto. Alla telefonata, avviata da Netanyahu, hanno partecipato anche il segretario di Stato Marco Rubio, Jared Kushner e Steve Witkoff. Si è parlato anche dell’Iran. Né la Casa Bianca né l’ufficio del primo ministro hanno risposto immediatamente alle richieste di commento sul resoconto. L’ex primo ministro britannico Tony Blair, alto dirigente del Consiglio per la pace, avrebbe visitato Israele il giorno seguente, incontrando Netanyahu, Gadi Eisenkot e altri leader politici per esortarli a dare una possibilità al piano. Il Consiglio per la pace lavora all’attuazione e a una forza internazionale di stabilizzazione. Nel rapporto del 15 maggio ha indicato Egitto, Qatar, Turchia e Stati Uniti come garanti del cessate il fuoco e l’Egitto come partner principale nell’addestramento della polizia civile.


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