La Commissione elettorale centrale chiarisce che piccoli difetti nelle schede non rendono necessariamente nulli i voti
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La Commissione elettorale centrale ha impartito martedì sera istruzioni ai seggi, precisando che piccoli difetti nelle schede non rendono automaticamente nulli i voti. Le indicazioni consentono di conteggiare determinate schede danneggiate o imperfette quando la lista scelta è chiara e il difetto non compromette la segretezza del voto. La presidenza della commissione, guidata dal giudice Noam Sohlberg, ha citato esempi quali minuscoli fori, sporcizia, errori di stampa e scarabocchi apparentemente non tracciati dall’elettore. Possono essere accettate anche alcune differenze rispetto al modello approvato. La commissione ha dichiarato: «La regola è consentire che la voce dell’elettore sia inclusa nei risultati». La lista scelta deve comunque restare chiaramente identificabile. Un difetto che potrebbe identificare un singolo elettore richiede una procedura diversa. Il seggio deve conservare la scheda interessata fino alla conclusione dello scrutinio e verificare se un’altra presenta lo stesso difetto. Le schede con difetti corrispondenti possono essere conteggiate, mentre una singola scheda con un segno unico viene scartata perché potrebbe identificare il suo elettore. Le decisioni su queste schede devono essere riportate nel verbale del seggio. Le istruzioni riguardano il modo in cui i seggi valutano le schede durante lo scrutinio. Non autorizzano gli elettori ad aggiungere segni o a modificare le proprie schede. La procedura distingue i difetti che lasciano il voto riconoscibile e segreto da un segno unico che potrebbe collegare la scheda a una persona specifica.
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