Ministri e deputati chiedono un’indagine su presunti casi di corruzione elettorale legati a Ra'am
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Il deputato Yitzhak Kroizer e un gruppo di ministri e parlamentari hanno chiesto mercoledì alle autorità elettorali israeliane e allo Shin Bet di indagare su presunti casi di corruzione elettorale volti a favorire Ra'am. La lettera era indirizzata al presidente della Commissione elettorale centrale, il giudice Noam Sohlberg, e al direttore dello Shin Bet, David Zini. Chiedeva urgenti iniziative investigative e contestava voti espressi a favore del partito. I firmatari hanno sostenuto che il giorno delle elezioni tre residenti del Negev, tra cui un alto esponente di Aid 48, fossero stati trovati con buste contenenti decine di migliaia di shekel. Hanno inoltre citato le denunce di osservatori relative a carte carburante e carte regalo distribuite in relazione al voto. Questi resoconti sono stati presentati come motivi per un’indagine, non come accertamenti di illeciti. La lettera chiedeva di interrogare i rappresentanti del partito interessati e di esaminare i collegamenti di Aid 48. Chiedeva inoltre alle autorità di valutare l’annullamento di voti espressi per Ra'am. I firmatari hanno sollecitato «rapide iniziative investigative e una relazione ai sottoscritti entro 24 ore». Si trattava del termine da loro richiesto per la risposta, non di un calendario investigativo ufficiale. Tra i sostenitori dell’iniziativa figuravano i ministri Amihai Eliyahu e Amichai Chikli e il deputato Simcha Rothman. La richiesta in sé non dimostrava che vi fossero stati episodi di corruzione o manipolazioni dei risultati elettorali; la domanda di annullare voti contenuta nella lettera non era una decisione ufficiale.
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